sabato 10 novembre 2012

Guardare la tv accorcia la vita



Uno studio australiano mostra che la sedentarietà ha riflessi diretti sulla longevità

FOTO AFP

 Ogni ora di televisione guardata dopo i venticinque anni riduce l'aspettativa di vita di circa 22 minuti. Lo studio di Lennert Veerman e dei suoi colleghi della University of Queensland è stato pubblicato sulla rivista British Journal of Sports Medicine.

La ricerca

Gli scienziati hanno usato dati raccolti del 2008 dall'Australian Diabetes, Obesity and Lifestyle Study che ha coinvolto 12 mila australiani adulti analizzandone lo stile di vita e la salute. Ai partecipanti venivano poste domande sulla salute generale, le malattie, gli esercizi fisici, il fumo e la dieta. Inoltre, venivano anche esaminate le ore passate ogni giorno davanti all'apparecchio televisivo nella settimana precedente il questionario
. La ricerca ha confrontato le persone guardavano la Tv con quelle che non la guardavano affatto: quelli che passavano una media di 6 ore al giorno davanti al piccolo schermo avevano un'aspettativa di vita inferiore di 4,8 anni.

La mela salvalinea



In questo periodo dell’anno, caratterizzato da un brusco calo delle temperature e dalla diminuzione drastica delle ore di luce, cala spontaneamente il bisogno di consumare insalate e crudità in abbondanza e aumenta il desiderio di cibi caldi e più energetici. Per questo motivo occorre prestare più attenzione per non incorrere facilmente in eccessi calorici che potrebbero far decollare inavvertitamente il peso: per fortuna in nostro soccorso arrivano le mele! 
Un aiuto per combattere il sovrappeso (ma anche la cellulite) ci arriva da un frutto che matura proprio in questo periodo, offrendoci e rendendo ancor più disponibili le sue preziose virtù: si tratta della mela, il frutto associato da sempre alla salute e alla bellezza. Grazie al suo contenuto di pectina, contribuisce ad abbassare il tasso di colesterolo e il tenore di zuccheri nel sangue. La sua ricchezza di fibre rallenta l’assorbimento degli zuccheri, induce sazietà e stimola la funzione renale e intestinale. Inoltre è ricca di flavonoidi, tra cui la quercitina (uno dei più potenti antiossidanti, ad azione antinfiammatoria, antitumorale e protettiva per la circolazione). Un benefico sui vasi sanguigni è svolto anche dai tannini, presenti soprattutto nella buccia.
Prova la “giornata di sole mele”
La cura delle mele rimette in forma quando ci si sente appesantiti, aumenta la diuresi e riduce i processi fermentativi a carico dell’intestino. Consiste nel mangiare solomele per un giorno la settimana: i frutti vanno distribuiti nel corso della giornata, avendo cura di sceglierli ben maturi e di masticarli bene.
Al mattino: A colazione, consumate una o due mele biologiche intere, compresa la buccia. Se soffrite di stitichezza (disturbo che favorisce l’insorgenza del ristagno linfatico e circolatorio a carico degli arti inferiori) fate bollire un pomo intero in una tazza d’acqua per un quarto d’ora e mangiatelo tiepida, insieme alla sua acqua.
Nella giornata: Proseguite con una mela a metà mattina, due a pranzo, una nel pomeriggio e due a cena, magari cotte al forno con un po’ di cannella. È consigliabile variare le qualità dei frutti, per arricchire la gamma delle sostanze nutrienti introdotte. Da segnalare la varietà annurca, un tipo di mela antica, oggi riscoperta, per la sua bontà, le sue qualità nutrizionali e la ricchezza in principi antiossidanti.
Impacchi e frizioni
La mela e i suoi derivati entrano nella composizione di efficaci ricette rassodanti, idratanti, tonificanti e vitaminizzanti.
Frizioni all’aceto di mele
L’aceto di mele riattiva la circolazione e promuove il ricambio cellulare, rende più elastici i tessuti e leviga la cute. Frizionate per un paio di minuti gambe, ginocchia, cosce e glutei, con un guanto di spugna intriso di aceto di mele. Effettuate l’operazione al mattino, per sfruttarne l’effetto energizzante. Lasciate asciugare l’aceto sulla pelle e risciacquatevi con una doccia tiepida. Sulla cute ancora umida applicate poi un latte idratante.
Mela e finocchio per l’interno cosce
Per rassodare l’interno cosce, può essere d’aiuto effettuare questo impacco un paio di volte alla settimana. Grattugiate due mele con la buccia, aggiungete due cucchiai di farina di fieno greco, un cucchiaio di olio di lino, cinque gocce di olio essenziale di finocchio e tre gocce di olio essenziale di basilico. Applicate e ricoprite con la pellicola trasparente, lasciando in posa per circa mezz’ora prima di rimuovere l’impacco.
Se vuoi saperne di più visita le sezioni Bellezza, Dimagrire e Cibo  su Riza.it

Pari opportunità, ancora un'utopia



Un sondaggio paneuropeo: ancora discriminazioni

Le discriminazioni tra uomini e donne sono un retaggio del passato o una realtà ancora diffusa? Secondo un sondaggio paneuropeo, la parità tra i sessi è ancora un obiettivo lontano da raggiungere: le differenze di trattamento per le donne continuano a perdurare nella società, sui media, al lavoro e in famiglia nei diversi Paesi europei. 
L'indagine è stata condotta dal gruppo aufeminin.com, rappresentato in Italia dal portale alfemminile.com. Secondo il sondaggio, anche se la metà delle utenti italiane (54%) si sente in genere trattata in maniera paritaria rispetto ai colleghi uomini sul posto di lavoro, resta un 39% che denuncia differenze di trattamento. E' da segnalare anche un 44% di italiane che ha subito discriminazioni minime sul posto di lavoro, e una quota pari che ha dichiarato di non aver mai rilevato alcuna ingiustizia nei propri confronti. Le vere e proprie ingiustizie sul posto di lavoro sono però ancora presenti in percentuale significativa: se ne lamenta nel mostro Paese più di 1 donna su 4 (29%): la maggior parte di loro (77%) si è rivolta ad un tribunale per ottenere giustizia. Se quasi la metà (45%) è venuta a conoscenza di casi di sessismo dai media, minori percentuali hanno sentito denunciare storie del genere all’interno della cerchia di amici (24%) o della famiglia (11%). Va meglio, invece, in Francia e Germania, dove più del 60% del campione si sente considerato allo stesso modo.
 
Tutti i Paesi interessati dal sondaggio sono però concordi nel dire che le discriminazioni sessuali sul mercato del lavoro sono una realtà diffusa. Ne sono convinte ad esempio il 76% delle italiane e ben l’81% delle francesi. L’85% delle italiane appoggia in modo determinato politiche di pari opportunità nel mercato del lavoro, ma nel quotidiano, il 39% delle donne dichiara di percepire un salario inferiore a quello del proprio partner, mentre la stessa percentuale (39%) guadagna circa la stessa cifra.  
FOTO DAL WEB
L'abitudine a inquadrare uomini e donne secondo gli stereotipi di genere è attribuita soprattutto all'educazione ricevuta in famiglia (67%), anche se la metà degli intervistati (50%) asserisce di aver ricevuto dalla famiglia un’educazione improntata sulle pari opportunità. Il 40%, poi, indica che la propria famiglia ha, in concreto, aderito alle tradizionali distinzioni dei compiti secondo i sessi. L’88% dichiara di preferire un modello famigliare paritario, dove uomo e donna siano egualmente dedicati al lavoro e al mantenimento della famiglia. Nel 61% dei casi, però, il modello prevalente è quello misto, dove entrambi i coniugi lavorano, ma in cui è la donna la responsabile delle faccende domestiche. E’ interessante notare che l’Italia è uno dei Paesi con la percentuale più alta registrata in questa tipologia di famiglia, seconda solo alla Polonia con il 75%. 
 
Un'altra fonte di importanti ripercussioni sull'opinione pubblica è il modo di rappresentare i due generi da parte dei media: l’81% è, infatti, convinto che siano trattati diversamente. In Germania (57%), Francia (55%) e Italia (58%) i genitori insegnano ai propri figli principalmente ad essere loro stessi e non aderire agli stereotipi, mentre in Spagna l’urgenza di educare alla parità tra i sessi è vista come prioritaria (89%).  

Fantasie amorose: funzionano davvero



Aumentano la passione specie tra le donne

FOTO GETTY
Abbandonarsi a fantasie sessuali mentre ci si trova da soli può realmente servire a stimolare il desiderio e l'eccitazione. Se è vero che il sesso è un "chiodo fisso" soprattutto tra gli uomini, uno studio rivela che a trarre il maggiore effetto dai pensieri erotici sono però le donne. 
Uno studio dell'Università del Michigan, pubblicato sulla rivista Journal of Sexual Medicine, ha confermato che, soprattutto tra i soggetto di sesso femminile, si registra un impatto importante delle fantasie sessuali  sull'eccitazione reale. Katherine Goldey e Sari van Anders, che hanno condotto lo studio, sono giunte a queste conclusioni analizzando le reazioni di 128 donne e 98 uomini, suddivisi in quattro diversi gruppi impegnati in compiti differenti, definiti "condizioni di eccitazione". 
 
Un gruppo ha completato un esercizio di fantasia legato a una situazione sociale in cui si doveva immaginare un incontro sessuale e poi rispondere per iscritto a domande aperte su di esso. Altri due gruppi, invece, sono stati sono stati impegnati nella tipica fantasia non strutturata, ovvero immaginando situazioni sessuali senza necessità di scrivere nulla su di esse, oppure leggendo un racconto erotico scelto dai ricercatori. Un ultimo gruppo invece ha partecipato a un esercizio "neutro". A tutti i volontari è stato poi chiesto di dare una valutazione della propria eccitazione fisica percepita, e se avevano desiderio di fare sesso. Dai  risultati è emerso che i primi tre gruppi, impegnati negli esercizi a sfondo "amoroso", hanno avvertito una maggiore eccitazione fisica e psicologica rispetto al gruppo di controllo, Il gruppo che ha avvertito una maggiore eccitazione è stato quello impegnato in fantasie sessuali non strutturate.
 
I soggetti, soprattutto le donne, del gruppo che ha fatto esercizi di immaginazione di situazioni sociali hanno invece beneficiato di un maggiore aumento del desiderio sessuale. Lo studio suggerisce che fantasticare attivamente sul sesso non è solo un modo di indulgere in fantasie e passare del tempo, ma un mezzo e una strategia utili per creare cambiamenti reali nella vita sessuale.

Donne: in ufficio occhio alla vista


Ma vedere bene è anche un fatto di postura

FOTO DAL WEB
 Trascorriamo giornate intere davanti allo schermo del computer, l'illuminazione degli spazi in cui lavoriamo non è sempre ottimale, a volte indossiamo lenti a contatto per molte ore oppure la sera non abbiamo il tempo e la voglia per eliminare ogni residuo di trucco dal viso e dal contorno occhi. Queste cattive abitudini possono contribuire a mettere in pericolo il nostro benessere visivo e, ancora peggio, la salute della nostra vista. A tutto questo si aggiunge in fatto che non frequentiamo l'oculista con sufficiente costanza: anche se le donne sono più attente degli uomini, oltre la metà di loro non si prende cura in modo adeguato della propria vista.   
Lo rivela una ricerca internazionale realizzata dall'Istituto YouGov, con il contributo del Gruppo Carl Zeiss. Dall'indagine emerge che in generale il 61% della popolazione italiana, pari a circa 37 milioni di persone (uomini e donne), non si cura a sufficienza della vista. Ad esempio, solo il 41% delle donne si sottopone annualmente a un test della vista e un altro il 32% lo fa ogni 2 anni, il 6% ogni 3 e il 21% non regolarmente. V aancora peggio tra gli uomini: si controlla annualmente solo il 35% dei signori maschietti, mentre il 34% lo fa ogni 2 anni, il 9% ogni 3 e il 22% non regolarmente.
 
Analizzando le situazioni in cui le donne si dichiarano in difficoltà spicca il 34% delle intervistate con problemi durante la lettura, il 25% durante la guida e nel prestare attenzione ai segnali stradali, e il 37% con problemi a concentrarsi sui dettagli in lontananza. Inoltre il 49% sostiene di avere difficoltà quando cambiano le condizioni di luce, ad esempio nello spostarsi da un ambiente esterno all’interno e viceversa, e il 35% mentre lavora in ufficio e/o davanti allo schermo del pc. Un po' diversa è la situazione tra gli uomini, i quali si dichiarano in difficoltà per lo più al volante, mentre guidano di sera (37%) o in generale in auto (19%).
FOTO DAL WEB
Eppure, per migliorare la situazione si può fare molto. Oltre a consultare lo specialista in modo regolare ed eventualemente indossare adeguate lenti correttive, occorre prestare particolare attenzione alle posture e all'illuminazione degli ambienti.  Le regole d'oro da seguire in questo caso sono quattro:  

1 - Controlla la posizione davanti al computer: 
L'altezza del monitor deve essere regolata in modo che il viso sia dritto e la linea di testo più alta sia all'altezza degli occhi. 
2 - Controlla l'altezza del tavolo: bisogna sedersi dritti, in posizione rilassata, con le ginocchia e i gomiti ad angolo retto. La schiena deve essere contro lo schienale della sedia e i piedi ben appoggiati al pavimento. 
3 – Mantieni una corretta distanza, variabile a seconda della dimensione del monitor. Da posizionare a circa 50 – 60 cm. In questo modo si previene affaticamento degli occhi
4 - Controlla le condizioni di luce: il buio affatica la vista, mentre un ambiente luminoso e libero da bagliori rende la visione più confortevole. Il monitor deve essere posizionato ad angolo retto (sotto) rispetto alle fonti luminose come lampade e finestre. 

L’IMPORTANZA DELLO SPORT NELLA VITA QUOTIDIANA


di Francesco Gori
L’importanza dello sport nella vita quotidiana dell’uomo moderno è sotto gli occhi di tutti. Basti pensare a quanti sono coloro che lo praticano, lo organizzano, lo dirigono, e lo seguono. Le chiacchiere da “Bar Sport” sono un esempio significativo della sua invasione nel quotidiano (calcio in primis, ma si discute anche su tanti altri avvenimenti sportivi):
“Il tecnico da bar è l’asse portante di ogni discussione… studia la Gazzetta dello Sport… parla di calcio, di sport in genere… Tutti sanno che il momento più importante per un tecnico calcistico da bar è quando, il giorno prima di una partita della nazionale, egli deve dare la sua formazione… Poi spiega il perchè della sua scelta… A questo punto l’uomo col cappello interviene e dice la sua” (Bar Sport, Stefano Benni).
Ma non solo:
“… nei giorni festivi è sempre più consueta la visione di coppie silenziose, che camminano lentamente tenendosi per mano, lui ascoltando la cronaca di calcio dalla sua radiolina portatile, lei vagando con lo sguardo attorno, finché la fine dell’incontro non riapra in qualche modo una conversazione”(Sociologie du sport, G.Magnane).
acilivorno.it
Lo sport moderno è sempre più orientato al risultato e allo spettacolo, raccoglie milioni di praticanti e folle innumerevoli di appassionati, tanti interessi finanziari. Ma è altrettanto importante parlare di educazione fisica e di sport di massa, concetti che meglio ci riportano allo sport nel “quotidiano”. Queste due interpretazioni dello sport (competitivo e di massa) dovrebbero essere complementari ed armoniosamente coordinate tra loro ma in realtà, lo sport di alto livello – quello dei campioni -, conserva una netta priorità nelle preoccupazioni dei governi e delle popolazioni.
“Tuttavia, per la maggior parte degli educatori ed anche per un numero crescente di dirigenti sportivi, la grande impresa umana e sociale da realizzare si pone nel campo della scuola e dello sport per tutti. Infatti, se lo sport può avere virtù educative, se la sua pratica costituisce, anche oggi, una necessità biologica e psichica per l’equilibrio della vita, occorre che sia messo alla portata di tutti e non soltanto di un’infima minoranza di individui specificamente dotati. Alcuni considerano che il campione è indispensabile per trascinare la massa alla pratica degli esercizi sportivi, che è la chiave per giungere all’educazione delle masse, altri dubitano del valore d’esempio del campione” (Problemi fondamentali dell’educazione fisica e dello sport, P.Seurin).
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Test del Dna per scoprire sport e dieta adatti a noi

Scritto da:  in Salute

jogging

Il Dna potrebbe rivelarci lo sport che più si adatta a quelle che sono le nostre caratteristiche fisiche e la dieta che sarebbe opportuno seguire. Per scoprire queste preziose informazioni bisogna sottoporsi ad un test genetico che costa dai 150 ai 200 euro e che consiste in un semplice prelievo di saliva mediante l’utilizzo di un tampone.
Il laboratorio di analisi utilizzerà tale campione per studiare quelli che sono definiti i “punti sensibili” del Dna, ossia quelli che definiscono il metabolismo e la struttura muscolare di ciascun soggetto, ottenendo in questo modo informazioni su caratteristiche che determinano la prestazione sportiva di ognuno di noi. Dallo stesso test, inoltre, è possibile ottenere informazioni sulla metabolizzazione dei grassi corporei, sulla capacità anti-infiammatoria di tendini e muscoli e sull’efficienza cardiovascolare. I dai ottenuti dall’analisi in laboratorio del campione di saliva verranno poi analizzati da personal trainer, medici biologi e specialisti di scienze alimentari.
Il referto viene prodotto in circa dieci giorni e indica con precisione il tipo e la frequenza di sport che sarebbe opportuno praticare per sviluppare al meglio il proprio fisico, nonché la mappa delle idoneità alimentari, ossia la lista di quelli che sono i cibi meglio assorbiti dall’organismo.
In Italia ad oggi sono in tutto sei i laboratori autorizzati e specializzati per effettuare il test del Dna finalizzato al miglioramento dell’attività sportiva. Tuttavia, il crescente ricorso a questa nuova frontiera del fitness è testimoniato dagli oltre cinquemila test che sono stati richiesti ed effettuati soltanto durante l’ultimo anno.