domenica 6 novembre 2011

Personal trainer sovrappeso per scommessa


E’ ingrassato di 36 kg in 6 mesi scommettendo di poter tornare al peso iniziale in egual tempo. E’ a sfida di un personal trainer americano dello Utah che ha scelto di dire addio alle forme scultoree del suo corpo e diventare obeso alimentandosi fino al 5 novembre con cibi ipercalorici (hambuger, grassi, pancakes, etc.).
Tutto per dimostrare di poter rientrare poi in forma grazie ad un metodo di sua invenzione basato su esercizi fisici e pasti light e per mandare un messaggiorassicurante e di speranza a tutte le persone in sovrappeso.
La prima parte della sfida sta funzionando: infatti Drew Manning (questo il nome del personal trainer) é passato da un peso forma di 87 kg a circa 120 kg dopo 23 settimane dall’inizio dell’esperimento; chi é interessato alla seconda parte della sfida (il dimagrimento), potrà seguire i suoi progressi sul sito appositamente dedicato al progetto fit2fat2fit.com.

Gli effetti collaterali, però, non mancano: non solo Drew ha dovuto mettere mano al portafogli per rifarsi il guardaroba (visto il cambio di taglia), ma in generale l’improvviso aumento di peso gli sta creando scompensi di umore, cali di testosterone (con rammarico della moglie), dipendenze (da bibite gasate e snack) e non ultimi problemi di salute (sbalzi di pressione). Insomma, al netto dei nobili obiettivi dichiarati dell’esperimento, ci pare  una trovata pubblicitaria (riuscita) ma non all’altezza di un personal trainer qualificato.
Ben altra é la professionalità e l’affidabilità dei personal trainer iscritti a GliAffidabili! Un paio di loro, in particolare, oltre ad aver accumulato un elenco di feedback entusiastici , ha già offerto degli ottimi spunti per stare in forma anche ai lettori di questo blog: Roberto Stirpe, personal trainer di Roma, ci ha raccontato comemantenere la forma fisica al ritorno dall’estate; Fabio Occhipinti, personal trainer di Catania, ci ha descritto i segreti per un fisico al top.

Le nuove date degli Switch-off del digitale terrestre di Liguria, Toscana, Umbria, provincia di Viterbo e Marche



Ormai ci siamo, anche le regioni del centro-nord stanno per passare definitivamente alla tv digitale terrestre. Secondo il calendario nazionale dei lavori di Switch-off, dal 10 ottobre al 21 dicembre saranno coinvolte nel passaggio le regioni della Liguria, della Toscana, dell’Umbria, la provincia di Viterbo e la regione delle Marche. Una altro fondamentale passo verso la completa digitalizzazione del paese prevista per il 2012. Con l’avvento della nuova tv digitale arriveranno tanti nuovi canali, l’alta definizione, l’interattività, le pay-tv. La nuova tecnologia contribuirà alla diminuzione dell’inquinamento elettromagnetico e porterà ad maggiore efficienza nei consumi energetici. Il Ministero ha suddiviso le regioni e le province in aree tecniche che eseguiranno la transizione secondo un preciso calendario di lavori atto a spegnere il segnale analogico dei canaliRai, Mediaset e La7, che saranno poi attivati in modalità digitale.
Per continuare a ricevere e vedere la televisione, se ad esempio il tuo apparecchio televisivo non è in grado di ricevere la nuova tv digitale terrestre, dovrai acquistare un decoder o un televisore di nuova generazione con il tuner digitale integrato. Qui l’esperto di digitaleterrestrefacile.it ti propone una guida all’acquisto del decoderpiù adatto alle tue esigenze. Inoltre a passaggio avvenuto, fai verificare, in caso di problemi di ricezione, l’antenna e l’impianto di distribuzione domestico e condominiale del segnale.
Il calendario del Ministero dello sviluppo economico – Dipartimento comunicazioni ha stabilito:
  • Switch-off della Liguria (area tecnica 8):
    • Dal 10 ottobre al 13 ottobre: Imperia e provincia;
    • Dal 14 al 17 ottobre: parte della provincia di Savona;
    • Dal 18 al 20 ottobre: Valle Sturia, Valle Scribbia, Val Trebbia;
    • Il 21 ottobre : Sestri Levante e zone limitrofe;
    • Dal 24 al 25 ottobre: Savona città e la restante parte del provincia;
    • Dal 26 al 28 ottobre: la città di Genova e il Levante genovese;
    • Dal 3 al 4 novembre: La Spezia città e provincia.
Se preferisci qui puoi vedere le date comune per comune del passaggio al digitale terrestre della Liguria.
  • Switch-off Toscana, Umbria e provincia di Viterbo (area tecnica 9):
    • Dal 7 al 14 novembre: Lunigiana, Garfagnana, Abetone, Appennino Tosco-Emiliano, Mugello, Casentino, parte della provincia di Arezzo;
    • Il 15 novembre: Piombino e l’Isola d’Elba;
    • Dal 17 al 18 novembre: Massa, Carrara, Lucca, Pistoia, Pisa, Prato, Firenze,Arezzo, Livorno, Siena e provincia;
    • Il 22 novembre: Grosseto, parte della provincia di Viterbo;
    • Dal 23 al 24 novembre: Perugia e provncia, parte della provincia di Viterbo;
    • Dal 29 al 30 novembre: città di Terni e provincia.
Se preferisci qui puoi controllare le date dello Switch-off per il tuo comune per laToscana, l’Umbria e per la provincia di Viterbo.
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Ingrassi e non capisci perché? Può essere allergia al nichel!



Negli ultimi anni vi è un notevole aumento di casi di intolleranza e di allergia al nichel e, al di là dell’allergia da contatto (che è la situazione più nota), i cibi hanno una loro importanza nel determinare l’insorgere di tali problemi.  Il nichel, come solfato, è presente in moltissimi alimenti tra i quali lenticchie, fagioli, cacao, nocciole e liquirizia per citare quelli che ne contengono una buona quantità; poi ci sono molte verdure e frutti come asparagi, spinaci, cipolle, funghi, kiwi, pomodoro che comunque ne contengono quantità significative. Questo metallo in realtà è presente un po’ dovunque, anche nell’acqua del rubinetto, negli alimenti industriali come merendine e pani di vario genere, nel fumo di sigaretta. Nel caso di vera e propria allergia conclamata può essere necessaria l’astensione completa dal metallo; invece, in presenza di intolleranza spesso si giunge a un netto miglioramento dei sintomi con una dieta di eliminazione, che evita tutti gli alimenti a più alto contenuto di nichel, e a seguire con una dieta di rotazione dei cibi. Seguici…

Come si manifesta l’allergia al nichel
I sintomi più comuni sono: dermatiti e pruriti, anche da contatto; afte o infiammazioni di bocca e gengive; gonfiori addominali; malessere generale; stanchezza; nausea; mal di testa; sovrappeso. I sintomi, che si possono sviluppare nel tempo, sono determinati anche dalla quantità di nichel che l’organismo ingerisce o con cui viene a contatto.

A cosa è dovuta
Può comparire quando si tocca un oggetto che contiene nichel: cerniere e bottoni, bigiotteria, orologi, chiavi, accendini, occhiali, monete, targhette, manici degli ombrelli, utensili da cucina, lavelli, aghi, forbici e ditali, fermacarte, sedie di metallo, maniglie delle porte, tinture per capelli e liquidi per la permanente; cosmetici che contengono avena. Alla lista vanno però aggiunti anche molti alimenti di uso comune che, includendo piccole quantità di nichel (nichel solfato), possono scatenare oppure aggravare i sintomi. Tra i cibi sotto accusa ci sono cacao, liquirizia, lenticchie, nocciole e fagioli che ne forniscono dosi maggiori rispetto ad altri alimenti dove il nichel è presente solo in tracce.

Vuoi sapere se sei allergico al nichel? Fai così…
Prendi una moneta da un euro e ponila tra il braccio e l’avambraccio, nella parte interna, tenendola ferma in loco con un cerotto anallergico. Dopo 48 ore togli cerotto e moneta: se si è formato un pomfo, ci sono buone probabilità che tu sia allergico al nichel. Rivolgiti quindi al medico per effettuare gli esami del caso.

CIBI NO
Pomodoro; cacao in polvere, cioccolato fondente e al latte; noci, nocciole, noccioline, noci Pecan, arachidi, mandorle e frutta oleosa in genere; liquirizia; tè nero; mais in chicchi (prodotti da farina di mais con moderazione), avena, grano saraceno, pane integrale di frumento, miglio; birra chiara; fegato di manzo; aringhe affumicate, cozze, ostriche e tutti i crostacei; kiwi, pere, prugne, uva e uva passa; soia e derivati; piselli, lenticchie, lattuga, fagioli, fagiolini, cipolle, asparagi, spinaci; funghi; cibi di origine industriale, soprattutto se contengono “oli vegetali idrogenati” e cibi in scatola.

CIBI Sì
Sono consentiti, con moderazione: cavolfiore, cavolo, cetrioli, zucca, zucchine; carote; senape; riso brillato, farina 00, gallette di riso; frutta (eccetto kiwi, pere, prugne, uva e uva passa); marmellata (purché fatta in casa e cotta in pentole di alluminio); caffè; tè verde; olio d’oliva; uova. Sono consentiti in quantità libere: carne; pesce (eccetto aringhe affumicate, cozze, ostriche e crostacei); latte e derivati (burro, formaggi, yogurt); patate. Per cuocere i cibi sono indicate le pentole di ghisa, di alluminio anodizzato oppure di acciaio inox garantito senza nichel.


Un integratore utile: l’olio di perilla, che agisce come anti allergico e non ha effetti collaterali
La Perilla (Perilla frutescens) è una pianta della tradizione fitoterapica cinese e giapponese, usata da anni nella medicina popolare di tutto il Sud-Est asiatico. Ha una spiccatissima attività naturale come coadiuvante nel prevenire e normalizzare le reazioni allergiche, grazie probabilmente alla presenza di componenti (i flavonoidi) in una forma particolare. Se ne prendono 2 perle, 2-3 volte al dì.

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mercoledì 2 novembre 2011

Gli amici? Ci fermiamo a 150


Ma se ci innamoriamo ne perdiamo molti

FOTO DAL WEB
Innamorarsi è il culmine della felicità, ma nasconde un suo prezzo: ad esempio, con l'acquisto di una dolce metà perderemo almeno un amico e rovineremo i  buoni rapporti con almeno un familiare. E non sarà colpa del carattere possessivo del nostro innamorato, ma del modo in cui "funzionano" nel nostro cervello le dinamiche sociali dei rapporti amorosi e di amicizia.  
Lo ha spiegato in una lezione all'università Bicocca di Milano, Robin Dunbar, professore di Antropologia evolutiva all'università di Oxford, conosciuto soprattutto per la sua teoria secondo cui non si possono avere più di 150 amici, anche su Facebook.  ''Quando si inizia una storia d'amore - spiega - si perde almeno un amico e un parente. Solo che il familiare con il tempo ti perdona e lo recuperi, mentre l'amico no, lo perdi per sempre. E la causa non sta in un aut-aut del nuovo partner, ma nel fatto che si ha molto meno tempo da dedicare all'amico''.
 
Dunbar ha spiegato che il nostro cervello è in grado di gestire fino ad un massimo di 150 amici, o meglio, ''150 tipi di relazioni - continua - Gli amici più stretti infatti sono solo 5, poi c'è un nucleo un po' più largo di 15 con cui si ha una relazione importante ma meno intensa. Centocinquanta è il numero limite che ci permette di essere altruisti e provare un senso di obbligazione verso gli altri. Ecco anche perché ai matrimoni è comune che si invitino 150 persone''.
 
I rapporti di amicizia però tendono ad essere più fragili: con il tempo si possono guastare gradualmente fino a perdersi anche del tutto. Quelli con i familiari sono più stabili e duraturi, ma anche questi ''possono terminare in modo drammatico con rotture decennali''. I cinque punti di forza che trasformano un amico in un  "buon amico" sono cinque  caratteristiche, che condividiamo con loro: "Cioé l'avere gli stessi interessi - spiega Dunbar -, gli stessi tratti di personalità, il fatto di provenire dalla stessa città, parlare la stessa lingua o dialetto, avere un'istruzione simile e soprattutto avere un senso dello humour simile''. 
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http://www.tgcom.mediaset.it

Non chiedetemi di fare la femmina


Politicamente scorretto come una biografia non autorizzata, dantesco per il tour infernale tra le anime prave, inoppugnabile come un terzo grado di giudizio, più scientifico di Superquark, affidabile come un navigatore satellitare (buono!), machiavellico perché tutela un Principe che cerca moglie, più bestiale di un bestiario medioevale, realistico quanto il museo delle cere a Londra, all inclusive come il catalogo Ikea, bipartisan perchè colpisce da destra e da sinistra...

Il libro presenta una ricca gall(in)eria di prototipi femminili da cui tenersi prudentemente a distanza. Il fine ultimo è pedagogico: rieducare le femmine, e istruire i maschi, per evitare che continuino a scegliere le femmine più "femmine", perpetuandone la specie.

LIBRO CONSIGLIATISSIMO PER LE FEMMINE (specie per quelle che credono non le riguardi) e INDISPENSABILE PER I MASCHI (soprattutto per quelli che pensano di non averne bisogno)

Cult Editore - RCS distribuzione- 12 euro

I migliori esercizi allena-cervello


Allenare la mente per proteggerla dall'invecchiamento e dal potenziale insorgere di patologie: sono moltissime le persone che si dedicano a parole crociate, sudoku, rebus e videogiochi "mentali" per mantenere elastica la memoria e contrastare il rallentamento delle funzioni mentali: eppure, secondo gli esperti, sono più utili altre forme di esercizio, come calcolare l'età che avrebbero personaggi famosi scomparsi, o ricordare dove ci si trovava in un determinato passaggio storico. 

Sono i consigli degli esperti riuniti recentemente a Roma per un convegno promosso dall'Osservatorio Sanità e salute e dedicato alla ginnastica per la mente. Secondo gli studiosi giocare a carte, fare cruciverba o risolvere gli schemi del sudoku non è sufficiente a tenere il cervello in esercizio e contrastarne la degenerazione legata all'invecchiamento o a prevenire l'Alzheimer. ''Gli esercizi devono essere applicabili nella vita quotidiana e aiutare i processi cognitivi e di memoria in modo olistico'' spiega Stefano Zago, docente di Riabilitazione congitiva nell'anziano alla Statale di Milano. Ecco allora che ''far calcolare a un soggetto l'età che avrebbe adesso ad esempio Gianni Agnelli'' non solo aiuta a fare i conti, ma mette in moto altri processi: ad esempio ci si mette a confrontare ''quanti anni si hanno in più o in meno del personaggio scelto". Si tratta di giochi logici molto diversi dai videogiochi che si trovano in commercio o su internet e che si limitano a stimolare il cervello su compiti specifici: questi giochi servono a poco per migliorare l'efficienza cognitiva generalizzata. 
Al di là del tipo di esercizio che si sceglie, su un aspetto non ci sono dubbi possibili: per mantenere il cervello giovane è bene guardare poca tv, che è un esercizio ''passivo'', dedicarsi ad una attività fisica costante nel tempo e, ovviamente, adottare stili di vita sani. E, ultimo ma non meno importante, tenere "allenate" anche le relazioni sociali. 
http://www.tgcom.mediaset.it

Riduci i livelli di colesterolo e dimagrisci coi cibi di stagione



L’autunno è la stagione più a rischio per gli aumenti di grassi e colesterolo nell’organismo. La colpa è della diminuzione della temperatura e delle ore di luce, che può spingere a scegliere alimenti più grassi e calorici, a ricercare consolazione nel cibo e, soprattutto, a ridurre l’esercizio fisico, che invece è fondamentale per mantenere attivo il metabolismo, consumare calorie e assicurare il benessere di vasi sanguigni, cuore e cervello. È bene quindi non farsi cogliere impreparati dall’arrivo della brutta stagione, continuando a scegliere con cura gli alimenti più salutari, a praticare un’attività fisica moderata ma costante e, se necessario, impostando un programma alimentare per il giusto peso. Nella nostra dieta quotidiana non dovranno mancare soia, mandorle, avena e orzo: tutti cibi che, secondo uno studio dell’Università di Toronto possono ridurre il colesterolo “cattivo” e favorire il controllo del peso corporeo. Sono importanti anche altri alimenti tipici del periodo autunnale, scopri insieme a noi quali sono e come utilizzarli…

Mangia due renette al giorno e riduci i grassi cattivi
Tutte le mele contengono quantità importanti di vitamine (C, PP, B1, B2 in particolare) e minerali come potassio, zolfo, fosforo, calcio, magnesio, sodio e ferro. Le renette hanno, rispetto alle altre, un indice glicemico particolarmente basso (innalzano cioè la glicemia meno rispetto alle altre mele), associato a grandi quantità di fibre, acido ossalico e pectine. Questo particolare mix le rende un ottimo schermo contro colesterolo e trigliceridi nel sangue, in quanto contrastano l’assorbimento dei grassi, ma devono essere consumate regolarmente (1-2 frutti al dì).

Cibi sì
Cereali e derivati (pane, pasta ecc.) integrali; legumi; verdura e frutta; frutta oleosa (noci, mandorle, noci macadamia); pesce; carni bianche; uova; latte e derivati magri; olio d’oliva extravergine; olive; tè verde.

Cibi No
Cibi con grassi idrogenati; olio di palma e di cocco (indicati in etichetta come “oli vegetali”); salumi e insaccati; burro e formaggi (consentiti con moderazione); fast food; eccesso di dolci, pane e pasta bianchi ecc.

Aglio: riduce colesterolo e ipertensione, previene l’aterosclerosi 
Questo prezioso bulbo contiene un principio attivo, l’allicina, in grado di fluidificare il sangue, ripulendolo e rendendo meno probabili i coaguli che provocano ictus e infarto. Aglio (e cipolle) contribuiscono anche a tenere bassi i livelli del colesterolo LDL nel sangue. Puoi assumerlo sotto forma di compresse o capsule, anche deodorizzate. Ne bastano 1-2 al giorno, anche per lunghi periodi (4-6 mesi).

Meno zuccheri e produci meno grassi   
• I picchi glicemici che si verificano dopo i pasti, quando si mangiano zuccheri semplici (come dolci o pane e pasta prodotti con farine bianche) provocano la produzione di insulina in quantità e, di conseguenza, la formazione di trigliceridi (lipidi) che si accumulano nel sangue, nel fegato e nei classici punti come fianchi, cosce, glutei e addome.
• Un’altra conseguenza di tale produzione di trigliceridi, è l’aumento delle lipoproteine LDL (colesterolo cattivo). Se, invece, l’alimentazione è bilanciata e con un giusto apporto di zuccheri complessi (pane e pasta integrali ecc.), e si pratica attività fisica regolare, tutto va per il meglio e il flusso di trigliceridi derivati dal cibo e da quelli estratti dalle riserve di grasso è pari a quello bruciato dall’organismo. In questo caso, il colesterolo LDL presente nel sangue è generalmente basso. Ma vediamo di capire meglio questo meccanismo…
• Più insulina = più colesterolo. Alti livelli di insulina aumentano la produzione dell’enzima HMG-CoA riduttasi, uno degli enzimi deputati alla produzione di colesterolo nel fegato (colesterolo endogeno). Per fare un esempio chiaro: un pasto con più di 45 grammi di pasta bianca o di pane bianco causa picchi glicemici e, in persone predisposte, l’aumento del colesterolo endogeno.

Broccoli: gli spazzini delle arterie
Sono ricchissimi di acido folico, una vitamina del gruppo B che abbassa i livelli di omocisteina nell’organismo, una sostanza che, insieme al colesterolo, intasa le arterie. Mangiali 3 volte a settimana.