venerdì 5 aprile 2013

Creative labels: le etichette incontrano l’arte e il design firmato Arjowiggins Creative Papers


Tra i business focus 2013 del Gruppo cartario c’è la crescente attenzione al mondo del labelling. Perché un’etichetta è la capacità
di distinguersi e di farsi scegliere tra tanti
 Milano, 5 aprile 2013: il mondo delle etichette, già da tempo, è stato oggetto di crescente interesse da parte di Arjowiggins Creative Papers che, sempre all’avanguardia rispetto alle tendenze creative, ha già risposto alle richieste di mercato con una gamma ad hoc, Arjowiggins Creative Labels, composta da 18 articoli in fogli e 12 in bobine autoadesive.
 Il mondo del labelling rappresenta, infatti, un elemento in grado di fare la differenza nel momento in cui i prodotti, esposti e pronti per l’acquisto, vengono desiderati e scelti, piuttosto che restare invenduti tra scaffali.
Quante volte tra più bottiglie di vino, a meno di non essere veri e propri intenditori, si sceglie osservando l’etichetta più creativa, colorata, lavorata o in grado di distinguersi? Stessa cosa dicasi per il mondo del food che sta intraprendendo la rotta delle etichette creative già da qualche tempo.
Se non ci credete, date un’occhiata a questo video e ascoltate cosa ne pensano i famosi produttori di vini francesi dell’azienda vitivinicola M. Chapoutier. Loro stessi, sulla base di un’esperienza lunga un paio di secoli, hanno ammesso che l’etichetta è il primo modo per raccontare un vino al consumatore finale.
“Il mondo labelling è parte integrante di un packaging curato e di successo. L’etichetta è il primo contatto con il consumatore e riflette subito il posizionamento del prodotto, il suo universo e i suoi valori. Ecco, perché lo ritengo un elemento sul quale investire energie e comunicazione.”, ha dichiarato Simone Medici, Amministratore Delegato di Arjowiggins Italia srl e Direttore Sales & Marketing della Divisione Creative Papers per l’area Sud Europa e Turchia
La gamma Creative Labels firmata Arjowiggins Creative Papers, coniuga creatività e competenza tecnica, per etichette di alta qualità che assicurano un tocco distintivo per tutti i prodotti. Proposta in un’ampia varietà di texture, effetti e colori, la serie offre carte classiche accanto ad altre più contemporanee e originali, aprendo nuove prospettive creative per il mercato dei vini, dello champagne, degli alcolici, delle specialità gastronomiche più esclusive e dei prodotti di lusso.
La gamma, inoltre, è tutta certificata FSC e riciclabile al 100% oltre a essere realizzata utilizzando polpa senza cloro a conferma dell’impegno del Gruppo cartario, nei confronti di una produzione rispettosa dell’ambiente.
Tra le caratteristiche tecniche ci sono: buona opacità, risultati ottimi con stampa offset, stampa a rilievo e serigrafia, elevata resistenza all’umido, speciale trattamento fungicida e buona qualità nel processo di converting e fustellatura.

uona qualità nel processo di converting e fustellatura.


Profilo di Arjowiggins Creative Papers
Arjowiggins Creative Papers, produttore e leader mondiale nel settore delle carte creative, offre la più vasta gamma di carte naturali eco-sostenibili dalle caratteristiche innovative. Tra i più noti brand commercializzati: Conqueror, Opale, Inuit, Curious Collection, Keaykolour, Rives e Pop’Set. Carte creative per industria grafica, etichette, packaging di lusso e bookbinding, con una grande scelta di colori, texture e finiture per rendere uniche tutte le comunicazioni e qualsiasi applicazione, dalla stampa offset a quella digitale. Innovazione costante, alta qualità e sostenibilità sono i valori che guidano la strategia aziendale. Tutte le carte Arjowiggins Creative Papers sono certificate FSC con un’offerta di carte 100% riciclate premium, che si adattano a qualsiasi progetto creativo e che consentono di ottenere performance eccellenti in termini di resa di stampa e non solo. Attualmente le carte Conqueror sono classificate CarbonNeutral® in molti Paesi. L'attenzione per il mondo dei creativi, così come lo stretto contatto con i propri clienti, consentono ad Arjowiggins Creative Papers di ricevere continui feedback e stimoli per lo sviluppo di carte sempre innovative e uniche nel loro genere. Quest’attività è supportata da “The Blank Sheet Project”, la piattaforma che mira ad aggregare la comunità creativa invitandola a lasciare il segno nel mondo in modo responsabile dal punto di vista economico, sociale e ambientale. Un’iniziativa che continua a ispirare nuove idee e progetti, attraverso l’esperienza di ambasciatori di fama internazionale.
Per informazioniArjowiggins Italia Via Raffaello Sanzio, 2120149 Milano
Tel 02.72.417233 Fax 02.86454086
info.awcreativepapersitaly@arjowiggins.com
www.arjowigginscreativepapers.com
Per la stampaDaniela Schicchi Via R. Sanzio 2120149 Milano - Tel 02 72417233
Mobile +39.338.8868726
daniela.schicchi@gmail.com
www.arjowigginscreativepapers.com

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martedì 2 aprile 2013






La nuova collezione dei SEXY TOYS si ispira ai manga ed è firmata da dei giovani designer di Kokoro e KOKORO in giapponese significa Cuore ma anche mente, certo è che sono davvero simpatici ^__^
www.kokoromilano.com

mercoledì 27 marzo 2013

Primavera, mon amour


A volte è pazzerella, ma è la stagione più amata

La primavera è sinonimo di belle giornate, di tepore e dirinascita della natura e gli Italiani non hanno dubbi: per oltre la metà di loro è la stagione dell'anno più amata in assoluto. E il naso è l'organo che più entra in azione per apprezzarla e goderla al meglio: la primavera è odorosa di erba tagliata, di rose e di fiori novelli. Il suo unico neo riguarda chi soffre di allergie e associa l'arrivo della bella stagione a qualche fastidio legato a stranuti e naso che cola.  
I vissuti legati alle diverse stagioni dell'anno sono analizzati da uno studio realizzato dall'Istituto Ipsos per Tempo, brand del gruppo internazionale SCA (Svenska Cellulosa Aktiebolaget) che produce fazzoletti. Secondo l'indagine, dunque, la primavera è soprattutto una stagione "di naso": il 41% degli intervistati associa infatti la stagione all’olfatto prima ancora che alla vista (38%), al gusto (7%), all’udito (6%) o al tatto (5%). La bella stagione profuma soprattutto di erba tagliata (43%) , di rose (25%) e di primule (11%).  In tanta poesia e delicatezza, però, non manca qualche lato negativo: innanzi tutto gli sbalzi di temperatura  portano a "non sapere cosa mettersi addosso" (53%) e a un "aumento sensibile degli starnuti" (42%) dovuti soprattutto ai primi pollini d’albero che compaiono nei primi mesi dell’anno. Ha dichiarato di soffrire di allergie circa il 20% degli intervistati. Tra i nei della stagione dei fiori, sempre secondo la ricerca Ipsos, ci sono il senso di spossatezza (38%), una certa malinconia che affiora nelle giornate piovose (22%), la sensazione di sentirsi poco in forma quando si indossano gli abiti più leggeri e si nota qualche chilo in più (11%), nell'avvicinarsi della fatidica "prova costume", e il  contemporaneo aumento del senso di fame  e della voglia di concedersi qualche sfizio (9%).
 
Che si fa a primavera, quando le giornate cominciano ad allungarsi e la natura si risveglia? Secondo l’indagine, il primo impulso è quello di andare a fare shopping (45% di risposte), dopo aver finalmente buttato via ombrelli e cappotti delle fredde giornate invernali. Andare per negozi quando il tempo è freddo e piovoso è infatti considerato demoralizzante da quasi il 50% del campione. E, ad acquisti finiti, si esce con gli amici (32% delle risposte), magari al parco per un picnic. E se si deve andare a lavorare in ogni caso? Non importa: il sole si apprezza sempre, come dice il 30% degli intervistati. Il bel tempo aiuta soprattutto la voglia di sport (24%), mentre il 10% del campione  ha dichiarato di non essere minimamente condizionato dal meteo  nell’organizzazione delle proprie giornate. 

Pasqua senza strage di agnelli


Rinunciano due famiglie su dieci

 Sono due su dieci le famiglie italiane che quest'anno festeggiano la Pasqua senza mangiare agnelli o capretti. Lo rende noto la Lav. Lega Antivivisezione, che rinnova il suo consueto appello per una Pasqua "cruelty free", scegliendo di non portare in tavola carne e risparmiando così circa 700.000 animali. Sono questa cifra, infatti, le bestiole macellate ogni anno nel nostro Paese per la ricorrenza pasquale. 
Anche Animal Equality si schiera a favore di una Pasqua senza crudeltà contro gli animali. 'Le cifre degli agnelli uccisi ogni anno sono spaventose, un autentico massacro". In vista della Pasqua, ''vuole invitare l'opinione pubblica alla riflessione su quanto accade a questi giovanissimi animali: circa 4 milioni gli agnelli uccisi ogni anno in Italia per il consumo umano, tra quelli esportati dall'Est Europa (Romania prima di tutto) e quelli allevati in Italia''.
 
Per aiutare chi ha poca dimestichezza con i menù vegetariani, la Lega Antivivisezione propone una serie di ricette prive di ingredienti di origine animale che si possono consultare sul sito www.cambiamenu.it
Il gusto non viene mortificato: tra le proposte per il pranzo festivo, elaborate in collaborazione con lo chef Simone Salvini, si può scegliere tra tartare di ceci piccanti con foglie di insalate amare, oppure spaghetti integrali alla carbonara vegetale, e addirittura seitan arrostito al tamari con insalata russa di asparagi. Per chiudere in bellezza c'è la cheese cake di latte di cocco e nocciole con gelatina ai frutti di bosco. 
 
"Invitiamo i cittadini a fare un gesto concreto rinunciando alla carne tradizionalmente portata in tavola a Pasqua e a firmare la petizione della Lav, in tante piazze anche sabato e domenica prossima, con cui chiediamo al Governo e al Parlamento 10 leggi a tutela degli animali", dichiara Gianluca Felicetti, presidente della Lav. "Tra le nuove norme - aggiunge - chiediamo la promozione di scelte alimentari senza prodotti di origine animale, la disincentivazione degli allevamenti e, comunque, l'obbligo di stordimento per tutte le macellazioni. Venite in piazza a firmare la petizione o cercate il tavolo LAV più' vicino su www.lav.it". 

CONSIGLI ALIMENTARI


*) Non fare mai la scarpetta

*) Mangiare la pizza lasciando i bordi.

*) Mangiare legumi, pesce, uova, formaggio, carne tutti 2 volte la settimana alternando i secondi e tenendo come primo un pugno di pasta o di riso senza eccessivi condimenti.

*) Frutta e verdura sempre.

*) Se si saltano i pasti si ingrassa, quindi meglio mangiare 5 volte al giorno ma in modo regolare, privileggiando i carboidrati che danno energia.

*) Mai sommare affettati a un piatto di carne e pesce, men che meno carne e formaggi.

*) A pranzo o a cena deve esserci sempre il contorno di verdura di stagione.

*) Il gelato è un pasto, altrimenti meglio un ghiacciolo.

*) La dieta che funziona non può dimenticare il gusto.

MANGIO DUNQUE DIMAGRISCO

All'origine dell'ingrassamento non c'è quindi la quantità di cibo, ma la qualità chimico-fisica, la natura dell'alimento, calcolabile tenendo presente l'indice glicemico di ogni cibo. L'amido contenuto nei ceci ad esempio è molto diverso da quello del grano e da quello delle patate. L'errore è nell'affermare che tutti gli amidi hanno lo stesso potere nutrizionale. I processi metabolici invece sono differenti per ogni tipo di amido. Quello contenuto nelle patate fritte ad esempio causa glicemie che producono secrezioni ormonali di insulina. Quando ce n'è troppa, l'energia in eccesso viene orientata verso lo stoccaggio piuttosto che essere bruciata. Differente il meccanismo per le lenticchie verdi: stessa quantità di amido ma qui l'energia viene tutta bruciata. Stesso discorso per la pasta. Mangiare gli spaghetti al dente come si fa in Italia, non fa aumentare di peso perchè l'amido non ha modo di trasformarsi, ma se li cuoci per 20 minuti, come li preparano in America o in Germania, allora sì che fanno ingrassare, perché subentra un meccanismo metabolico diverso. Da qui deriva il segreto della dieta mediterranea: pasta al dente, olio di oliva, frutta, verdure, legumi.
Montignac ha stilato un "indice glicemico di alcuni alimenti comuni". In questa classifica hanno valore zero le carni e valore 110 il maltosio (più del glucosio a quota 100). In mezzo ci sono alimenti simili con differente indice: il pane integrale 40 e il pane bianco 70; gli spaghetti al dente 45 e quelli ben cotti 55; il cioccolato 22 (con cacao piu' del 70%). Tutti i legumi fra il 22 e il 40.
Per dimagrire, il metodo Montignac prevede due fasi, il raggiungimento del peso ideale e il suo mantenimento: nella prima il principio base prevede di calibrare l'assunzione dei grassi in relazione allo specifico indice glicemico fino al 35; nella seconda fase (mantenimento) possono essere consumati alimenti con indice glicemico fino al 50. E non si limita, Montignac, a indicare il tipo di dieta. Fa anche numerosi esempi, dedicando 60 pagine del suo libro a ricette fra le più gustose della cucina internazionale.


(fonte:sandrodiremigio.com)

I Love mySelf


Ecco un logo che ho creato per una linea che sto creando con Daniela (mia amica blogger e non solo!)
Perchè la scelta di ” I love mySelf” ? semplice …in questo mondo dove tutti corrono e dove si cerca di sopravvivere invece di vivere ed assaporare questa vita, c’è sembrata una gran cosa ricordarsi almeno ogni tanto , dell’amore che dobbiamo ogni giorno a noi stessi e ovviamente l’interpretazione dei miei cuori era doverosa….
Per ora sono in produzione le maglie, la shopping Bag e la tazza….. poi…bè, poi vediamo che ne sarà di questa piccola idea creata con tanto amore !

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Gestire il tempo da freelance !


Eccomi qui Freelance da ormai più di 3 anni ed ogni giorno mi dico  che sono ancora in rodaggio…ma allora mi chiedo: “Ma questo periodo di rodaggio, quando finisce? Quando si riesce ad avere un minimo di tranquillità?” ora conosco la risposta: “MAI”.
Le mie amiche spesso mi dicono, che bello dai almeno puoi gestirti il tempo …ah ah ma a dire il vero è più il tempo che gestisce me. Lo so che l’organizzazione è tutto ma chi fa il mio lavoro lo sa, c’è l’imprevisto che sbuca fuori sistematicamente…l’urgenza di un lavoro che doveva essere pronto ieri ma ti danno il materiale per poterlo fare domani…ecc…..
Credevo che un freelance avesse più tempo per la sua famiglia…. in parte è  vero perchè riesco a stare di più tempo con il mio piccoletto, ma non per il tempo ben gestito..diciamo che lavorando da casa finisco la sera e talvolta la notte per recuperare e poter consegnare….. grrrrrr !!! Ma nonostante questo mi ritengo fortunata perchè posso seguire e dedicare il giusto tempo all’ometto di casa che sta crescendo più veloce della luce.
Vabbè dai non lamentiamoci almeno il lavoro c’è, in questo momento non mi piace molto quello che devo progettare ma non si può avere tutto….. ^__^
Ahhh dimenticavo l’altra fregatura di quando lavoro da casa…. e hh si perchè intanto fai la lavatrice, lavastoviglie, stendi e in attesa di qualche risposta ci scappa pure la stiratina…. che vita ragazzi, ma amo troppo il mio lavoro per cambiare, non sarei più la vane !
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